Arrivano in Trentino 43 nuovi carabinieri ma trovare casa non è facile: "Servono politiche alloggiative che favoriscano la permanenza di militari e famiglie"
La volontà è quella di mantenere efficaci e costanti gli assetti a presidio del territorio, obiettivo che dovrà essere supportato, viene spiegato "anche con politiche alloggiative che favoriscano la permanenza dei militari e delle loro famiglie, spesso scoraggiati dall’alto costo del mattone e, più in generale, della vita che caratterizza la nostra Regione"

TRENTO. Sono 43 i nuovi carabinieri che arriveranno nei prossimi giorni nelle stazioni del Trentino.
Si aggiungono ulteriori 15 unità tra Ispettori e Carabinieri, inviati come rinforzo provvisorio per tutta l’estate, al fine di meglio arginare le diverse dinamiche delittuose del periodo estivo.
Dal 2022 sono circa 220 i nuovi reclutamenti che sono stati destinati in Trentino, nella precisa volontà di risollevare progressivamente la residuale carenza organica ancora registrata in alcuni reparti, capovolgendo il rapporto negativo che finora aveva caratterizzato queste zone tra flusso in entrata e flusso in uscita (pensionamenti e trasferimenti fuori regione).
Le attuali immissioni in Trentino, infatti, nel corrente triennio sono superiori del 50% rispetto alle fuoriuscite, essendo queste ultime in media circa i 2/3 dei nuovi giovani arrivi.
L'obiettivo, è stato spiegato, è quello di mantenere un presidio del territorio.
Una delle criticità che vengono trovate, però, è quella dell'alloggio. L'arrivo dei nuovi carabinieri, viene spiegato “Dovrà essere supportato anche con politiche alloggiative che favoriscano la permanenza dei militari e delle loro famiglie, spesso scoraggiati dall’alto costo del mattone e, più in generale, della vita che caratterizza la nostra Regione”.


















